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Come funziona

Tre strade per cominciare — dal libro, da uno strumento o dalla biblioteca — e tutto quello che succede dopo.

Non si parte sempre dalle foto del libro. Dipende dalla materia, e dal momento. Qui c'è tutto il percorso: dalla prima foto (o dal primo strumento) fino al risultato che ti porti via.

Le tre strade

Dal libro. Nelle materie che si studiano su un testo — storia, geografia, scienze, letteratura — si fotografano le pagine e da lì nascono riassunto, mappa, flashcard, quiz e audiolezione di quell'argomento preciso.

Da uno strumento. In italiano, matematica, geometria, scienze, informatica, musica e lingue non c'è niente da caricare: si apre lo strumento e si usa. Correggi il tema, analisi logica, risolvi un'equazione coi passaggi, disegna un grafico, bilancia una reazione chimica, suona lo spartito, conversazione con un madrelingua.

Dalla biblioteca. Le opere della letteratura sono già lì, con riassunti per capitolo e mappe dei personaggi pronti da leggere: non si genera niente e non si spende niente.

Quando si parte dal libro

1. Si apre una sessione

Una sessione è un argomento da studiare: un titolo, le pagine fotografate e tutti i contenuti generati da lì. Per esempio «La cultura e l'arte nell'antica Roma»: dentro ci stanno il riassunto, la mappa, le flashcard, il quiz e l'audiolezione di quell'argomento.

2. Si caricano le pagine

Si fotografano, si prendono dalla galleria o si carica un PDF. Se sei al computer, inquadri un QR con il telefono e scatti da lì: le pagine arrivano da sole nella sessione. Prima di trascrivere puoi anche ritagliare una pagina o coprire le zone che non servono, così il testo resta pulito.

Le pagine si possono riordinare o togliere in qualsiasi momento: l'ordine conta, perché il testo viene letto di seguito come un capitolo unico.

Oppure si digita l'argomento. Se il libro non ce l'hai sottomano, invece delle foto puoi scrivere il titolo dell'argomento e partire da lì. Così però i contenuti seguono l'argomento in generale, non le pagine precise del tuo libro — per restare aderenti al capitolo che sta studiando conviene fotografare.

3. Si sceglie lo strumento

Riassunto, mappa concettuale, flashcard, quiz, audiolezione, linea del tempo… Ogni strumento lavora sulle pagine caricate, quindi parla del programma che sta facendo davvero, non di un argomento generico preso da internet.

I contenuti restano salvati nella sessione: si riaprono quante volte si vuole senza rigenerarli e senza spendere di nuovo.

Quando non serve caricare niente

Gli strumenti autonomi si aprono e si usano, senza sessione e senza foto. Si sceglie la materia e poi lo strumento: il tema da correggere si fotografa lì per lì, l'analisi logica si scrive, l'equazione si risolve coi passaggi, il grafico si disegna muovendo i cursori, lo spartito si carica, la conversazione in lingua si fa a voce.

È la strada normale per italiano, matematica, geometria, scienze e chimica, informatica, musica e le lingue — dove non c'è un capitolo da studiare, ma un esercizio da fare o una cosa da provare.

Studiare senza barriere

studIAmo è pensata anche per chi ha un DSA e per chi non ha l'italiano come madrelingua. Si accende dal profilo del figlio e vale in tutta l'app:

- Ascolta la pagina — ogni pagina di studio si fa leggere ad alta voce: comodo per la dislessia, o per ripassare mentre si fa altro.
- Rispondi a voce — invece di scrivere si detta: si parla e il testo compare da sé; nelle interrogazioni si risponde parlando.
- Alta leggibilità — testo più grande, con font e spaziatura pensati per la dislessia.
- Nella propria lingua — chi è arrivato da poco può ascoltare le pagine di studio lette nella sua lingua, e capire subito il contenuto mentre impara l'italiano.

Il risultato si porta via

Ogni cosa generata — un riassunto, una mappa, una presentazione — non resta chiusa dentro l'app: si invia con un link WhatsApp o si esporta in PDF, PowerPoint, Word o Excel. Il figlio apre il materiale anche da un altro dispositivo, senza dover entrare.

Il genitore non resta fuori

Genitore e figlio hanno accessi distinti. Il genitore ha strumenti suoi — per esempio «Interroga tuo figlio», che è la scaletta delle domande con accanto le risposte attese, così si può interrogare anche una materia che non si è mai amata.

E vede il registro dei consumi: cosa è stato generato, da chi, e quanto è costato.

Le materie

Ci sono due tipi di materia, e si comportano in modo diverso. Quelle a sessione, dove si studia su un testo caricato (o su un argomento scritto): storia, geografia, scienze, letteratura. E quelle autonome, dove gli strumenti si usano da soli: italiano, le lingue, latino e greco, matematica, geometria, scienze e chimica, informatica, musica.

Ogni figlio ha le sue: si accendono e si spengono, e quello che non fa quest'anno non gli compare fra i piedi. La classe, poi, si calcola dalla data di nascita e avanza da sola a settembre.

La biblioteca

Un catalogo di opere — Divina Commedia, Decameron, Eneide… — con riassunti per capitolo, mappe dei personaggi, audio e domande d'interrogazione già pronti: si aprono senza generarli e senza spendere. I contenuti esistono in versioni diverse per anno di scuola, perché la Divina Commedia in terza media non si racconta come al liceo.

È anche il punto da cui conviene cominciare per capire se studIAmo fa al caso vostro: si guarda prima, si decide poi.

Quanto costa

Nessun abbonamento: si compra un portafoglio di crediti e si spende solo quello che si usa. La biblioteca pubblica e il metronomo non costano nulla; ogni generazione scala una piccola licenza d'uso più il costo effettivo dell'AI, e il genitore vede nel registro cosa è stato generato, da chi e quanto. Chi non studia, non paga.